In data 12 aprile si è spento il nostro collega Prof. Luigi Patriarca, a tutti noto per la sua preparazione in campo medico e soprattutto pediatrico, per la straordinaria umanità, per la profonda cultura e passione per la storia della medicina e non solo.
Il figlio Carlo ha voluto ricordarlo con questo breve scritto, che riassume la lunga vita del papà e che noi volentieri pubblichiamo, sapendo di fare cosa gradita ai tanti medici Valtellinesi e Valchiavennaschi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e apprezzarlo.
A Dio Prof. Luigi Patriarca

Nato a Sondrio nel 1929, dopo la maturità classica è entrato al Collegio Ghislieri nel 1948, rimandovi fino al 1954, anno della laurea. Per alcuni anni ha frequentato la Clinica Pediatrica di Pavia diretta dal Prof. Colarizi specializzandosi in Pediatria. In seguito ha ottenuto anche la specialità in Malattie Infettive. Ha iniziato la carriera ospedaliera all’Ospedale di Sondrio senza trascurare periodi di frequentazione della Clinica pediatrica di Pavia, alla scuola del Prof Roberto Burgio. Nel 1972 ha conseguito al Libera Docenza in Puericultura. È stato primario ospedaliero prima all’Ospedale civile di Morbegno, dal ’72 al ’78, e poi all’Ospedale di Sondrio, dal ’78 al ’92. È stato uno dei fondatori della Società Medico Chirurgica Valtellinese, di cui è stato presidente negli anni Settanta. Per alcuni anni è stato professore a contratto presso la III Scuola di specializzazione di Pediatria dell’Università Statale di Milano.
Autore di un centinaio di pubblicazioni scientifiche, una volta in pensione si è dedicato con passione alla Storia della medicina, con particolare interesse alla storia della sanità in Valtellina, terra che amava moltissimo. Ha scritto sul tema diversi articoli su riviste mediche e storiche e ha pubblicato alcuni libri.
Storia della Medicina e della Sanità in Valtellina del 1998
La valle incantata, storia della tubercolosi e della lotta antitubercolare in Valtellina (2001)
Dalla Peste nera europea alla Seconda guerra mondiale (1998)
Nuove epidemie, paure millenarie. Dalle pesti bibliche all’influenza aviaria (2009).
Nel 2019 il Comune di Sondrio gli ha conferito il premio di benemerenza civica “Ligari d’Argento”.
Il papà credeva nella medicina e aveva una grande fiducia nei suoi progressi. Accadeva perché amava il mestiere di “medico dei bambini” ed esercitava la sua professione con passione ed umanità. Con noi è stato un padre leale e per molti aspetti esemplare e ha molto amato e stimato nostra madre Adriana. Amava lo sport e ha praticato lo sci e il tennis per tutta la vita. Le ultime partite a tennis le ha giocate con i suoi nipoti a 82 anni. Aveva 85 anni e ancora scendeva con gli sci dalla “pista Stelvio” di Bormio, con molta prudenza.